17 agosto 2003
La meta di questa mattina è il sito di Chichén Itzá, il più famoso e meglio conservato dei siti Maya nello stato dello Yucatán. A mio parere non differisce tantissimo dagli altri che abbiamo visto in questo viaggio.

Turisti alle prese con le scale
Notare la corda nel mezzo
Da notare "El Castillio", la piramide che si fa ricordare per la sua altezza e, sopratutto, per quanto sono ripide le scalinate ai suoi lati: su una di queste c'è una corda per aiutare i turisti a salire a scendere.
Salire non è particolarmente complicato (lo facciamo subito, per evitare le ore più calde), scendere effettivamente mette un pò di ansia. Comunque, adottando la tecnica "a zig zag" suggerita dalla Lonelyplant (riquadro a pagina 1189), riesco a scende senza fare ricorso alla corda e, cosa più importante, senza ricorrere all'imbarazzante metodo di scendere da seduto (cosa che alcuni fanno).
Altro elemento interessante il campo della pelota, molto più grande degli altri che abbiamo visto, di dimensioni paragonabili a un moderno campo da calcio.
Alla fine, colto da panico nell'imminenza della nostra partenza dal Messico, decido di comprare l'amaca. All'uscita del sito ci sono dei negozietti, lo so che sono trappole per turisti, ma temo che non passeremo più per un paese vero e proprio con negozi di amache. Tiro il prezzo a 150 pesos, circa 13 euro; avrò fatto un affare?
Riprendiamo il nostro viaggio alla volta di Tulum, questa sera alloggeremo nelle "cabañas", ne abbiamo sentito parlare tanto in questi giorni, pare che siano baracche di legno senza elettricità.

Sosta a Vaidolid
lungo il percorso
Nel tardo pomeriggio arriviamo alla nostra destinazione, le nostre cabañas sono all'interno di un piccolo complesso, in una fila interminabile di complessi simili allineati lungo una magnifica spiaggia bianca su di un mare turchese. L'alloggio non è poi così spartano: è si una capanna di legno, ma per lo meno abbiamo il bagno, un ventilatore sul soffitto (sul bagnasciuga c'è una brezza deliziosa, ma appena ci si allontana si sente il caldo) e la corrente elettrica, anche se pare che verso mezzanotte spengano il generatore.
Abbiamo comunque il tempo per un'occhiata alla spiaggia e al mare e per un bagno ristoratore.
Non si sono molte attrazioni nella zona, per cui decidiamo di cenare nel ristorante dell'"albergo".
Grosso errore, aspettiamo una vita per mangiare poco e male e pagare tanto (rispetto agli
standard cui siamo abituati).
In vista dello spegnimento del generatore tutti in branda presto (d'altronde non c'è
molto altro da fare), scopriremo che effettivamente a una certa ora (non proprio
mezzanotte, ma un pó dopo) staccano la corrente. Non ci saremmo nemmeno accorti della
cosa se non fosse che il ventilatore a soffitto, ovviamente, funziona a corrente...
ci svegliamo a notte fonda in un bagno di sudore.
