Agosto 2003
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13 agosto 2003


Cooperativa delle donne zapatiste

Anche stamattina partiamo all'alba (forse anche un po' prima), lasciamo la parte montuosa del Chapas e ci dirigiamo verso la pianura: si prospetta una giornata di viaggio che ci poterà fine a Palenque.


Vista del Chapas

Data l'ora non abbiamo tempo per la colazione (non c'è ancora niente di aperto e comunque, data la flemma dei camerieri locali, dovremmo alzarci alle 5 per arrivare in tempo), Sergio (l'autista) ci promette di fermarsi lungo la strada. Dopo quasi due ore di viaggio arriviamo all'agognata sosta colazione: siamo in un luogo indefinito fra le montagne del Chapas, attorno a noi la foresta si tende a perdita d'occhio, c'è solo un villaggio formato da poche case e la "cooperativa delle donne zapatiste". Di tutti i locali in cui abbiamo pranzato o cenato (anche nel prosieguo del viaggio) questo è quello meno turistico, non ancora raggiunto dal progresso e vicino alle origini del popolo indio.

Mangiamo tortillias cotte su un fornello a legna accompagnate da marmellata e caffè. Il tutto si protrae per un pò di tempo (le tortillias sono preparate sul momento), la breve colazione richiede più di un'ora, ma ne vale la pena: è un'ora spesa a contatto con i veri abitanti di questa parte del Messico.


Cascate di acqua azul
oggi l'acqua non é proprio "azul"

Riprendiamo il viaggio, cominciamo a scendere dalle montagne e arriviamo alle famose e tanto decantate cascate di agua azul: "dove decine di cascate di un bianco abbagliante precipitano in specchi d'acqua turchesi incorniciati dalla giungla" (cito la Lonelyplanet), purtroppo sempre la stessa guida dice: "il bel color blu dell'acqua che da il nome alle cascate è visibile solo in aprile e in maggio". Infatti il colore dell'acqua è più vicino al marrone che all'azzurro. Forse per questo restiamo delusi, quello che ci colpisce maggiormente del luogo è la miriade di venditori di frutta che offrono la loro mercanzia un pò ovunque. Siamo scesi parecchio di quota e cominciamo a sentire il caldo umido che ci accompagnerà per il resto del viaggio.

Ripartiamo alla volta di Palenque (il viaggio è ancora lungo), però abbiamo il tempo di fare una deviazione a una sosta a Misol-Ha: una cascata che precipita in un laghetto circondato dalla giungla. Oltre ad ammirare il panorama (già di per sé molto meglio di quello di Agua Azul) abbiamo anche il tempo per un bagno rinfrescante nel lago.


Cascate di Misol Ha

Quando arriviamo a Palenque il sole sta ormai tramontando. Siamo letteralmente in mezzo alla foresta, il buon Pablo Escobar ha fatto un pò di confusione nella prenotazione dell'albergo e praticamente non c'è posto per noi... Per queste due notti dovremo dividerci. Per concludere in bellezza la serata, dopo una lunga passeggiata per il paese e dopo avere scartato a turno tutti i locali presenti, andiamo a mangiare hamburger in un chiosco lungo la strada.

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By Massimo Cassinari