12 agosto 2003
Partenza all'alba alla volta di San Juan Chamula. Siamo nel cuore del Chapas, ci hanno avvertito che le persone non amano essere fotografate, e in particolare qui vale questo avvertimento. Per non cadere in tentazione lascio la macchia fotografica sul pulman (faccio male perché una foto alla piazza e alla facciata delle chiesa di poteva fare).
Appena scendiamo del pullman veniamo lettralmete assalti da bambini che vendono catenine e
altri ammennicoli e dicono continuano a riperere "dopo", "dopo"????.
Il gruppo è arrivato alla seguente interpretazione: tutti i turisti italiani
presi d'assalto cercano di difendersi dicendo "dopo" e i bimbi sono cinvinti che questa
sia una forma di saluto o qualcosa di simile... Tutti i bambini si presentano con nomi
italiani (faranno lo stesso anche con i turisti di altre nazionalità??)
Comunque! tornano a noi: l'attrazione principale di Sal Juan Chamula è la &il templo": la chiesa principale del paese. Qui religione cattolica e riti pagani si fondono in qualcosa che ha poco a che vedere con la religione come la intendiamo noi.
L'interno della chiesa è spoglio, vicino alle pareti si sono statue di santi
con persone in preghiera... solo che qui la preghiera contempla sacrifici
di polli, candele accese sul pavimento coperto di paglia (stupisce che la chiesa non sia
ancora andata a fuoco) e rutti! Si avete capito bene: rutti.
Secondo la religiosità del posto ruttare aiuta ed espellere ed allontanare gli spiriti
negativi, per cui i fedeli bevono miscele di rum e cocacola (praticamente cubalibre)
che aiuta in questa operazione di "espulsione".
E' veramente impressionante vedere questa miscela di riti pseudocristiani e icone "global".
Usciti dalla chiesa non possiamo resistere all'assalto dei bambini e tutti compriamo catenine, braccialetti e portachiavi.
Seconda Tappa della Giornata è San Lorenzo Zinacantán. Altro paesino nel cuore del Chapas, altro assalto di bambini, altra chiesetta. Questa però, la "iglesia de San Lorenzo" è più "canonica" e si distingue per l'esplosione di colori al suo interno.
Torniamo a San Cristobal, abbiamo un pò di tempo per un giretto sul mercato e per scegliere un posticino dove cenare. Questa volta caschaimo meglio, nel senso che non capitiamo nella solita "trappola per turisti italiani", mangiamo bene con poca spesa e alla fine della cena veniamo allietati da un gruppetto che canta dal vivo alcune canzoni tipiche.
Nel dopocena andiamo a vedere una vera "fiesta mexicana" la fiesta è veramente mexicana, nel senso che siamo gli unici turisti e veniamo guardati in cagnesco... preferiamo andarcene....
