11 agosto 2003
Questa mattina ci alziamo presto: oggi dobbiamo prendere il volo per il Chapas e ancora non abbiamo visto i murales di Diego Ravera, una delle maggiori attrazioni di Città del Messico.
Partiamo subito alla volta del Palacio National, abbiamo giusto il tempo per dare
un'occhiata. Diego Ravera ha rappresentato tutta la storia del Messico, a partire dalle
civiltà precolmbiane, in una serie di murales sulle pareti del Palacio National.
Ogni elemento ha un significato, e occorrerebbe un pò di tempo per comprenderli a fondo,
ma non lo abbiamo: abbiamo un aereo da prendere.
Torniamo all'aeroporto e, dopo poco più di un ora di volo attiviamo a Taxla
Guitiérrez, capitale del Chapas. La prima cosa che ci colpisce appena sbarcati è
il caldo: un caldo umido che ti si attacca addosso. In seguito uno degli argomenti di
discussione sarà il confronto con il caldo dell'estate padana: secondo alcuni non c'è
differenza, solo che non siamo usi a passeggiare per la pianura padana e a scalare piramidi
nelle ore più calde del giorno... il dibattito resta aperto.
Comunque! Tornano a noi: conosciamo subito il corrispondente locale che dovrebbe, e
dico dovrebbe, gestire il nostro tour per Chapas e Yucatan. Non ricordo di preciso il nome,
ma data l'assonanza del nome e la figura un po' losca lo ribattezzeremo Pablo Escobar.
Conosciamo anche il nostro autista: lui è un bravo ragazzo, si chiama Sergio che il spagnolo di pronuncia "Serghio".
Come dice anche la Lonelyplanet, a Taxla Guitiérrez non c'è molto da vedere: partiamo subito alla volta di San Cristóbal de las Casas.
Barca a motore e i suoi occupanti
Durante il viaggio facciamo sosta al Cañon del Sumidero, una spaccatura fra le
montagne, in cui è stato costruito un lago artificiale. Saliamo su una lancia a motore
e partiamo (ad alta velocità) per la visita guidata: il luogo abbonda di flora e di fauna
(coccodrilli, scimmie, aironi, cormorani e altro..).
In alcuni punti le pareti di roccia sono alte più di mille metri sul livello dell'acqua e
pare che molti indios si siano buttati di qui pur di non cadere nelle mani dei conquistadores
spagnoli.
Il tour finisce con la diga, alta 260 m, costruita al termine del lago per la produzione di energia elettrica: l'impianto in fondo alla valle produce una buona parte del fabbisogno di elettricità di tutto il Messico.
Riprendiamo il nostro viaggio, come sottofondo musicale abbiamo l'ultimo album di Ramazzotti nella versione spagnola!!!
Recita Lonelyplanet (un pò la bibbia di questo viaggio): "la statale 190 da Taxla Guitiérrez sembra salire all'infinito..." effettivamente il viaggio è lungo e San Cristóbal è a 2100 m di quota (almeno non soffriremo il caldo).
Arriviamo a destinazione abbastanza tardi, ci "appoggiamo" in albergo e andiamo a cercare la cena: dopo avere rifiutato (in maniera abbastanza discutibile) una "trappola per turisti" prenotata da un tirapiedi di Pablo Escobar cadiamo in un'altra trappola (dalla padella alla brace) daltronde il paesino é molto carino, ma anche molto "ritrovo di turisti occidentali e in quanto tali da spennare".
Comunque anche stasera andiamo nanna presto: domani saremo noi a svegliare il gallo e non viceversa!!!!
