9 agosto 2003
La meta di oggi é Xocicalco. Partiamo di prima mattina, non andiamo con i mezzi pubblici
(il sito è abbastanza lontano), decidiamo di accettare l'offerta del corrispondente locale e
partiamo con un pullman gran turismo (si fa per dire...) che dividiamo con un altro gruppo
di avventure.
Il viaggio dura un'oretta (forse qualcosa di più), abbiamo l'occasione di vedere
dall'alto la valle di città del Messico.
Arriviamo a Xochicalco, il sole splende in cielo e fa discretamente caldo, anche se
sportabile, visto che siamo a più di 2000 metri di quota.
Xochicalco raggiunse l'apice del proprio splendore fra il 650 e il 700 dC, il monumento
più importante è la piramide di Quetzalcóatl ricca di bassorilievi
rappresentanti il serpente piumato.
Buona parte del sito è ancora sepolta e sono in corso gli scavi per portarla alla luce.
Dopo la visita andiamo a Taxo: una cittadina molto caratteristica arroccata sulla collina. La città è conosciuta in tutto il mondo per la lavorazione dell'argento, infatti ci sono parecchi negozi che vendono oggetti in argento anche a prezzi interessanti. Personalmente, non essendo interessato all'argenteria, ho preferito aggirarmi per le viuzze e i mercatini della città.

Gioco della Pelota
notare il caratteristico pallone
Tutto molto bello e caratteristico, peccato che fosse rovinato dalle automobili che passano continuamente per le viuzze strette e tortuose. Qui sarebbe veramente necessario un provvedimento si chiusura al traffico.
La giornata si conclude con una visita a Cuernavaca residenza di Cortes fino al 1540.
Ormai è tardi e sta incominciando a fare buio, abbiamo tempo solo per vedere la
cattedrale fatta costruire dai francescani (inizio lavori: 1526 dC).

Vista di Taxco
e del suo traffico
La cattedrale sorge all'interno di un recinto di mura, abbiamo giusto il tempo di fare qualche foto e di fare un giretto sul tetto della cattedrale da cui si ha una visione di (quasi) tutta la cittadina.
La sera ceniamo in un posticino tranquillo tranquillo, semplice semplice vicino all'albergo.
Nel fare due passi dopo cena riusciamo a farci regalare pasticcini e biscottini dai commessi di una pasticceria del centro (che forse volevano fare un dispetto al loro capo) e, per concludere in bellezza, allungando una piccola mancia a custodi, andiamo all'ultitmo piano della Torre del Mexico.
Lo spettacolo è di quelli mozzafiato: sotto di noi si estendono a perdita
d'occhio le luci di una delle città più grandi del mondo.
Impressionante sopratutto l'aeroporto: un tempo era in campagna, adesso
gli aerei atterrano in un "corridoio" all'interno dell'abitato.


