12 agosto 2004
Oggi ci aspetta il deserto. Lasciamo il Jourassic Hotel e scendiamo verso la pianura,
la temperatura sale progressivamente, e non è consigliabile accendere l'aria condizionata
perché si rischia di fondere il motore. L'aria che arriva dai finestrini aperti assomiglia
a quella che proviene da un asciugacapelli, però è un caldo molto secco, per cui non c'è
quella fastidiosa sensazione di sudore addosso, e tutto sommato si sopporta abbastanza bene.
Lungo la strada, da un panorama assolutamente brullo, ogni tanto compare una valla con
un'osai verdissima.

Un'oasi compare dal nulla
sul fondo di una valle nascosta
Facciamo tappa in un hotel dove abbiamo appuntamento con la guida che ci condurrà all'escursione
nel deserto: è magnifico, con tanto di piscina, ma ovviamente noi non pernotteremo qui.
Però, visto che è ora di pranzo ci facciamo un tramezzino sotto un pergolato vicino alla
piscina, la temperatura all'ombra è attorno ai 46 gradi, le sedi su cui ci sediamo
(circa 20 kg di ghisa l'una) rigorosamente nere, sono state tutta la mattina al sole e si
potrebbero tranquillamente usare come grigie per cuocere una bistecca.
Visto che l'escursione nel deserto partirà al tramonto (prima farebbe troppo caldo) andiamo
a visitare una kasbah vicina, interessante la descrizione della guida sugli usi e costumi
locali, ma il luogo in se non ha niente di particolare e lo ricorderò solo per il caldo
e la polvere

Appassionati di fuoristrada
al limite delle dune di sabbia
Nel pomeriggio partiamo alla volta di Merzouga, un albergo lì vicino sarà la base
di partenza per il deserto.
Durante il trasferimento un pulmino si ferma per un problema al motore, siamo su una
strada in mezzo al nulla e il pulmino non riportate, per fortuna ne abbiamo due e quello
superstite fa da spola fino a destinazione.
Tutto questo ci ha fatto perdere tempo e, fra cambiarci e salire sui dromedari, partiamo
che il sole è già tramontato. La nostra meta è un'oasi dove ceneremo.
Il viaggio a dorso di dromedario dura un paio d'ore, praticamente tutte alla luce della
luna, visto che siamo partiti in ritardo. La "cavalcata" mette a dura prova
la resistenza di tutti, soprattutto quella dei maschietti...
Finalmente arriviamo a destinazione e, come già avevamo sospettato, scopriamo che la
nostra cena non sarà organizzata da una famiglia di berberi, ma qualcosa che assomiglia
a una catena di grande distribuzione.
Siamo in un'oasi abbastanza grande, divisa in 4/5 settori ognuno dei quali ospita almeno
un centinaio di persone. La cena è a base di riso e di carne, per lo meno qualcosa di diverso
dai soliti tajine e couscous... Poi gli organizzatori improvvisano (improvvisano si fa per
dire, visto che fanno la stessa cosa tutte le sere) uno spettacolino a base di danze
berbere e di bonghi, dopo di che siamo pronti per andare a dormire.
Scegliamo di allontanarci dalla folla e di passare la notte in cima a una duna vicina. Ci accampiamo stendendo sulla sabbia le coperte fornite dall'organizzazione, e ci addormentiamo guardando le stelle. Devo smentire la leggenda secondo cui, a causa dell'escursione termica di notte fa molto freddo... non abbiamo bisogno di usare felpe e maglioni che ci siamo portati: è vero l'escursione termica è forte, partendo da 50 gradi di massima, anche se la temperatura scende di 30, si non si scende comunque sotto i vanti. Un sacco lenzuolo è sufficiente a dormire con tutti i comfort.

