11 agosto 2004
Oggi ci aspetta una giornata di viaggio, che porterà ad attraversare l'Atlante,
fino al deserto del Sahara... Ma prima un'altra tappa molto importante: all'aeroporto
di Fez dovrebbero, e sottolineo dovrebbero essere arrivate le tanto agognate valige.
Andiamo all'aeroporto e dopo una discreta trafila burocratica ci portano in una stanzetta
dove, in mezzo a tante altre, ci sono le nostre valige!!!!
OK, adesso che posso sfoggiare la mia collazione di t-shirt, è veramente vacanza!!!
Il viaggio è piuttosto lungo, non in senso assoluto (sono poche centinaia di chilometri),
ma perché, per quanti sforzi possiamo fare, non riusciamo a superare la media di
50 km/h: 400 km = 8 ore...
Cominciamo a salire sui monti e, sul versante esposto a nord, dove condensa l'aria umida
proveniente dall'oceano, ci sembra di essere in Svizzera più che in Marocco: troviamo una
foresta di conifere che, contrariamente e quelle alpine, è popolata da scimmie, e vediamo
anche delle piste da sci con relativi impianti di risalita.
Continuando, man mano che ci inoltriamo verso l'interno il paesaggio diventa sempre più desertico. Le foreste lasciano il posto a montagne brulle coperte da pietraie, anche se nel mezzo di una vallate desertica troviamo un lago azzurro. Procedendo sulla nostra strada, sempre in mezzo a gole desertiche alla Sergio Leone, a pochi chilometri da Erfoud, in mezzo al nulla, compare il nostro hotel... Lo stile è quello delle costruzioni tipiche del posto: muri di argilla (almeno così sembra), e quattro torrette ai quattro angoli, solo il nome non è molto appropriato; "Jourassic Hotel", sembra più adatto a un film di Hollywood che a un albergo in Marocco. Siamo in fondo alla valle e vicino a noi scorre il fiume, durante il giorno deve fare parecchio caldo, ma noi siamo arrivati al tramonto e cominci a rinfrescare, inoltre c'è il vento a portarci un po' di sollievo.
L'albergatore ci offre il classico the (ormai ci ci stiamo assuefacendo), una passeggiata
sul greto del fiume e siamo pronti per la cena, ovviamente a base di tajine e couscous.
La sera si va a dormire presto, più che altro perché qui non c'è niente e a una certa
ora spengono il generatore, quindi tutti al buio (le camere sono fornite di candele per
eventuali esigenze notturne).



